I Nostri Lavori

La società delle api vive sui favi dell'alveare dove ogni individuo ha un ruolo ben preciso. La regina è una femmina fertile e si distingue dalle operaie per il suo addome più lungo e voluminoso, inoltre, è sempre circondata dalle api nutrici ed il suo lavoro è quello di deporre le uova. Il fuco è il maschio ed è senza pungiglione, il compito è quello di fecondare la regina. L'ape operaia è una femmina sterile che provvede a tutte le necessità dell'alveare.

La pulizia delle celle e dell’alveare è il primo lavoro che le operaie svolgono nella loro vita. Le api si dedicano poi alla cura della regina, delle larve e al servizio di immagazzinamento delle provviste di miele e polline. Le api ventilatrici regolano la temperatura nell'alveare e fanno evaporare l'umidità in eccesso dal miele in maturazione. Le api guardiane sono ben disposte a sacrificare la loro vita per la salvaguardia della colonia.

La bottinatrice ha il compito di raccogliere sui fiori polline e nettare. Appena rientrata al nido la bottinatrice depone il polline nelle celle mentre il nettare viene consegnato ad altre api che lo trasformeranno in miele. Quando il miele è maturo la cella viene sigillata dalle api con un tappo di cera detto opercolo.

La regina dopo aver controllato la cella vi depone un uovo, che si schiuderà dopo tre giorni. Le larve appena nate vengono nutrite dalle api nutrici con pappa reale per i primi tre giorni, poi con polline e miele. Alla fine dell' 8°giorno la cella viene chiusa con un opercolo di cera, la larva matura fila il suo bozzolo per iniziare la sua metamorfosi in ape. All'interno della pupa i tessuti della larva si trasformano in quelli dell'ape adulta.

Il 21° giorno l'insetto adulto uscirà finalmente dalla cella. L'ape operaia è ora pronta per assumere i suoi compiti nell'alveare. In primavera le api allevano nelle celle reali le nuove regine.

Pochi giorni prima che queste sfarfallino la colonia si divide:
- la vecchia regina insieme alle api più anziane, dopo essersi rimpinzate di miele, sciamano lasciando l'alveare;
- le api dello sciame si fermano su di un grosso ramo attendendo che le esploratrici trovino un luogo adatto per fondare una nuova colonia.

Nell'alveare, intanto, dalle celle reali sfarfallano le nuove regine, ma sarà una sola a prendere possesso dell'alveare. Alcuni giorni dopo la giovane regina uscirà per il volo nuziale dove sarà fecondata dai fuchi ed inizierà, poi, a deporre le uova. L'ape conclude la sua vita sui fiori, dove in un rapporto di reciproco scambio riceve polline e nettare assicurando alle piante l'impollinazione incrociata. Ogni fiore un colore, ogni fiore un tipo di polline, ogni fiore un tipo di nettare e quindi un tipo di miele.

La pappa o gelatina reale viene prodotta da giovani operaie per nutrire la regina e più in generale tutta la covata. E’ di consistenza gelatinosa di sapore acidulo, e colore biancastro generalmente viene raccolta dall’apicoltore nelle celle reali, dove le giovani api l’accumulano per nutrire le larve delle regine.

Particolarmente ricca di vitamine, proteine, sali minerali, enzimi ed ormoni, questo prodotto dell’alveare svolge un’azione complessiva di stimolo sulle funzioni dell’organismo, migliorando le prestazioni fisiche e procurando benefici all’attività neuropsitica.

L’uso della pappa o gelatina reale è indicato soprattutto per i bambini e le persone anziane. Quanto agli adulti, in particolar modo i debilitati, coloro che lavorano troppo, i nevrastenici potranno più degli altri, trarne i benefici effetti. L’uso continuato provoca un piacevole senso di euforia e vigore.

Scompare ogni senso di stanchezza e di svogliatezza, per questo è consigliata agli atleti e agli sportivi in genere. La pappa reale non ha controindicazioni, può essere usata da tutti nella quantità di mezzo grammo giornaliero, prima della colazione. Viene inoltre impiegata in cosmesi per via esterna. L’applicazione sul viso perfettamente pulito, da ottimi risultati nella lotta alle rughe e all’ avvizzimento dell’epidermide.

Si può utilizzare sia come maschera di bellezza sia come nutrimento quotidiano, completando le normali creme per viso. Si conserva al riparo dalla luce ed in frigorifero a temperature vicine a 0° C.

Il blocco della covata viene considerata da molti apicoltori la miglior tecnica per una efficace lotta contro la varroa. Un recente studio (P. Fluri e A. Imdorf) ha inoltre dimostrato che l'asportazione della covata effettuato anche in tarda estate, non compromette assolutamente il buon esito della ripresa dell’attività primaverile degli alveari in quanto esiste un “meccanismo di compensazione” che permette la formazione nella colonia alla quale è stata tolta la covata, di api invernali sufficientemente longeve da assicurare lo svernamento.

La covata si blocca in varie occasioni durante l’anno:
- subito prima della sciamatura;
- in coincidenza a un copioso flusso nettarifero;
- in piena estate;
- in inverno.

La covata può essere bloccata facilmente con vari metodi:
- ingabbiando la regina per 21/24 giorni;
- tra il prelievo della vecchia e l’introduzione della nuova regina per lo stesso periodo di tempo.

Il metodo più semplice effettuato è l’asportazione totale dei telaini nei quali è presente la covata, che poi potranno essere utilizzati, con le dovute cautele, per la preparazione di nuovi nuclei. Mentre il sistema migliore per bloccare la covata è senza dubbio quello di invernare gli alveari in montagna per effettuare i trattamenti con acaricidi prima o dopo averle trasferite in pianura.

Un altro metodo molto utilizzato è il confinamento della regina in una parte del nido o nel melario, in modo che la deposizione delle uova avvenga solo in una ristretta zona dell’alveare. Il confinamento della regina ha il pregio di bloccare la covata e, contemporaneamente di attirare buona parte delle varroe solo nella poca covata esistente.