Smielatura

Celle reali

La gelatina reale delle api naturale è la secrezione delle ghiandole iaringee delle giovani api operaie. Si presenta come una pasta semifluida di colore bianco giallognolo, di sapore acido-aromatico caratteristico.

iLa si trova nelle celle reali, quelle in cui le api allevano le nuove regine e costituisce il nutrimento essenziale delle regine durante la loro esistenza, per cui è chiamata più comunemente pappa reale. Quando le api si accingono ad allevare una nuova regina, costruiscono celle speciali (reali), in fondo alle quali accumulano il cibo destinato alla super-alimentazione delle larve che si trovano nelle celle stesse.

L'apicoltore, prelevando dette celle e sacrificando future regine, ha così la possibilità di estrarre questo complesso vitaminico favoloso. L'uso della pappa reale è soprattutto indicato per i bambini e le persone anziane. Quanto agli adulti, sono specialmente i debilitati, le persone che lavorano troppo, gli indeboliti, i nevrastenici, che potranno, più degli altri, apprezzare i benefici effetti.

L'uso continuato provoca un piacevole senso di euforia e di vigore. Scompare ogni senso di stanchezza e di svogliatezza ed è per questo che la pappa reale è consigliata agli atleti e agli sportivi in genere. Risultati veramente spettacolari la pappa reale li ha ottenuti sui bambini, di qualunque età: risveglia l'appetito, combatte i disturbi intestinali e l'anemia, aumenta il tono generale dell'organismo.


Favo da nido

IL nido non è un semplice ambiente dove le api vivono, si tratta di un vero e proprio organo del super organismo (è così che alcuni studiosi chiamano lo sciame di api).

Nei secoli credo intorno ai 30.000 anni, ne più ne meno come succede per gli esseri viventi, ha subito le leggi dell’evoluzione e della selezione naturale, quindi le proprietà del nido contribuiscono tanto quanto le singole api alla sopravvivenza della colonia.

Alcune delle funzioni che svolge sono:
- contribuisce al metabolismo;
- contribuisce alla comunicazione;
- funziona anche da sistema immunitario.

Si intuisce bene che l’arnia come la intendiamo noi impedisce alle api di utilizzare il nido come un organo, viene trasformato in una semplice casa e le api non possono più contare sul suo aiuto per comunicare per difendersi dalle malattie e in definitiva per sopravvivere.

L'ape bottinatrice

Le api fanno parte della famiglia delle Apidi, dell'ordine degli Imenotteri. Le api vivono nell'alveare, la costruzione dei favi è affidata a giovani api (10-15 giorni di età). Queste vengono nutrite abbondantemente con miele e si attaccano alla volta dell'arnia, allacciandosi le une alle altre in modo da formare una catena; le secretrici di cera rimangono in questa posizione anche per 24 ore, dopo di che la cera comincia a comparire sotto forma di esili lamelle sull'addome.

A questo punto un'ape si stacca dal festone e sale verso la volta dell'arnia, dove depone la cera staccata dall'addome e manipolata dalle mandibole e costruisce un primo piccolo blocco; questa operaia rientrerà nel gruppo per lasciare il posto ad un'altra. Un alveare può contenere da 30 a 100.000 operaie a seconda della grandezza dell'arnia.

La società delle api è divisa in tre caste:
- l'ape regina è una femmina destinata, dopo il volo nuziale, a vivere nel nido deponendovi le uova, a meno che non debba sciamare. Il primo sciame che esce da un alveare è infatti sempre guidato da una vecchia regina. Quando la giovane regina, nata nella più vecchia delle celle dell'alveare, si è liberata, cerca di uccidere le sorelle regali che si trovano ancora all'interno delle celle. Al primo sciame ne seguiranno degli altri fino a quando ci saranno abbastanza api nell'alveare; a questo punto la prima regina che nasce e non sciama ucciderà le regine non nate e diventerà l'unica regina dell'alveare;
- i fuchi sono maschi, nascono da uova non fecondate, deposte dalla regina in grosse celle esagonali ed, in via molto eccezionale, da operaie di alveari orfani divenute ovificatrici. I maschi sono abbondantemente ricoperti di peli e ricchi di sensilli olfattori e tattili, servono esclusivamente alla fecondazione delle regine;
- le api operaie sono femmine che non depongono le uova salvo che in casi eccezionali. Le operaie delle api possono essere distinte in varie categorie a seconda dell'età, nella quale compiono lavori diversi:

-- le api giovanissime si dedicano alla pulizia delle celle;
-- a partire dal terzo giorno alimentano con miele e polline le larve da operaie e da fuchi;
-- quando hanno raggiunto dai tre ai sei giorni d'età secernono pappa reale che forniscono alle giovanissime larve;
-- al quindicesimo giorno di età si addestrano a divenire bottinatrici, con prudenti voli di orientamento nelle vicinanze dell'arnia;
-- al ventesimo giorno divengono definitivamente bottinatrici, dedicandosi esclusivamente alla raccolta del nettare e del polline, in un raggio di volo di circa 4 o 5 km attorno all'alveare.

Le api bottinatrici, di ritorno all'alveare, segnalano alle compagne la posizione del bottino con una danza e solo l'odore che emana la danzatrice darà alle sue compagne un'indicazione sulla specie di fiori che dovranno visitare.

Questa danza dà diverse informazioni:
- la distanza del bottino è espressa dalla frequenza della danza;
- la direzione del bottino è indicata con riferimento alla posizione del sole in quel momento;
- la durata e la vivacità della danza forniscono indicazioni sulla qualità del cibo trovato.